KUBLAI: ‹‹Non so quando hai avuto il tempo di visitare tutti i paesi che mi descrivi. A me sembra che tu non ti sia mai mosso da questo giardino.››

Una narrazione, che sia attraverso parole, immagini o suoni, è prima di ogni altra cosa un viaggio. Perchè un viaggio non deve essere necessariamente fisico. Ogni volta che accediamo ad una nuova sensazione, ad un’altro spazio o tempo, ad un nuovo stato della mente, ci stiamo muovendo.

Nella quinta puntata di Fu-Inlè cercheremo di esplorare tutti assieme canzoni e artisti che ci fanno viaggiare: con la mente, o attraverso lo spazio e il tempo. Si parte da Kalpol Introl degli Autechre per poi passare dai Massive Attack, Max Cooper, i Boards of Canada,  Jon Hopkins, e approdare alla meta con i Future Sound of London. Ma non è tutto qui: per continuare il viaggio, c’è sempre la playlist.

Fu-Inlè è un progetto che si accende con il buio. Una viaggio musicale in cui immergersi e da cui lasciarsi cullare. Un programma in cui le parole sono poche e rimane a parlare la musica.

Nota: il brano iniziale è tratto da Le città invisibili di Italo Calvino.